venerdì 13 aprile 2012

Non c'è dolore inutile - Vito MANCUSO da “Disputa su Dio e dintorni” Corrado AUGIAS Vito MANCUSO




Io, pochi giorni fa, ho dovuto preparare un intervento dal titolo “Il dolore inutile”, e il succo che ne ho tratto è che non c’è dolore inutile.
Nel passato, e presso alcuni ancora oggi, si vedeva nel dolore un mezzo necessario per la salvezza: il dolore necessario come espiazione richiesta da Dio per lavare il peccato.
Lei ha visto nei miei libri che rifiuto questa impostazione, come del resto ancor più quella quasi blasfema del dolore colpevole, cioè come castigo inflitto da Dio. Ma questo a mio avviso, non significa ritenere che il dolore sia inutile, senza senso. Io penso che dobbiamo pensare al mondo come a un processo in perpetua costruzione e alle sofferenze che in esso avvengono come un prezzo necessario per tale sua costruzione. L’evoluzione del mondo è possibile solo a prezzo della sofferenza, così come il lavoro è possibile solo a prezzo della fatica. E’ la legge intrinseca delle cose, che la maturità spirituale porta ad accettare. Non si tratta di fuggire dal mondo, ma di rimanervi, sapendo che esso ci ha generato e che esso ancora ci genera. Ogni istante lo fa, con l’aria che ci mantiene in vita.
Non ci sono dolori richiesti da Dio, meno che mai ci sono dolori mandati da Dio come castigo, neppure però ci sono dolori inutili. Chi soffre, diceva Teilhard de Chardin, sta sulla linea del fronte di questo processo che si chiama vita.
Lo so che possono sembrare parole retoriche, ma io penso che la ricchezza della nostra anima è tale che può giungere a dare un senso a tutte le cose, e che accettare la sofferenza in unione con la sofferenza di tutte le cose del mondo sia un gesto di grande importanza spirituale.
Ovviamente questo discorso non esclude che si combatta il dolore fisico in tutte le sue forme con gli antidolorifici e i farmaci oppiacei, la cui somministrazione va anzi favorita ed incoraggiata. Ma smettere di soffrire fisicamente significa cessare di soffrire anche a livello psichico e spirituale? Purtroppo sappiamo che non è così. C’è una dimensione della sofferenza che non sarà mai vinta dalla chimica, che non attiene al corpo ma attiene all’anima, e più l’anima sa, più soffre. La vittoria dell’uomo sulla sofferenza non sarà mai solo una questione farmacologica. Anche per questo a un certo punto, dopo molti anni, l’organismo e la psiche possono non farcela più, e ci si sente svuotati e si vuole farla finita. Per questo dicevo che non ci sono risposte preconfezionate. Ma fino a quando si può, penso che non bisogna fuggire dal posto in cui la vita ci ha messo.

Vito MANCUSO


da “Disputa su Dio e dintorni”

Corrado AUGIAS Vito MANCUSO

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