mercoledì 21 marzo 2012

L'incontro - Karen BLIXEN



Ah quando sei lontano


e nessuno più nomina il tuo nome


quando ovunque mi rechi


sento cupo e gelido un vuoto




comincio a credere che tu sia solo un sogno

nato dalle brame della mia mente

e a questo sogno ho dato vita e nome

e in ultimo il tuo aspetto



ma quando poi ti vedo

e posso sentire ancora le tue forti parole

e posarti ancora il capo sulla spalla

ascoltare ancora il suono della tua voce



allora so che il resto è solo notte

malvagi sogni che presto scorderò

so che tu mi porti nella luce

e che in te dimorano la vita e il giorno.



Karen BLIXEN

lunedì 19 marzo 2012

Due amanti felici, Cento sonetti d'amore, XLVIII,Dos amantes dichosos,Cien sonetos de amor, XLVIII - Pablo NERUDA




Due amanti felici fanno un solo pane,


una sola goccia di luna nell'erba,


lascian camminando due ombre che s'uniscono,


lasciano un solo sole vuoto in un letto.


Di tutte le verità scelsero il giorno:


non s'uccisero con fili, ma con un aroma


e non spezzarono la pace né le parole.


E' la felicità una torre trasparente.


L'aria, il vino vanno coi due amanti,


gli regala la notte i suoi petali felici,


hanno diritto a tutti i garofani.


Due amanti felici non hanno fine né morte,


nascono e muoiono più volte vivendo,


hanno l'eternità della natura.





Dos amantes dichosos hacen un solo pan,


una sola gota de luna en la hierba,


dejan andando dos sombras que se reúnen,


dejan un solo sol vacío en una cama.


De todas las verdades escogieron el día:


no se ataron con hilos sino con un aroma,


y no despedazaron la paz ni las palabras.


La dicha es una torre transparente.


El aire, el vino van con los dos amantes,


la noche les regala sus pétalos dichosos,


tienen derecho a todos los claveles.


Dos amantes dichosos no tienen fin ni muerte,


nacen y mueren muchas veces mientras viven,


tienen la eternidad de la naturaleza.





Pablo NERUDA

Donna Completa, Cento sonetti d'amore, XII, Dos amantes dichosos Cien sonetos de amor - Pablo NERUDA



Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?
Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,
e il fuoco genitale trasformato in delizia
corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.




Pablo NERUDA








Plena mujer, manzana carnal, luna caliente,


espeso aroma de algas, lodo y luz machacados,


qué oscura claridad se abre entre tus columnas?


Qué antigua noche el hombre toca con sus sentidos?


Ay, amar es un viaje con agua y con estrellas,


con aire ahogado y bruscas tempestades de harina:


amar es un combate de relámpagos


y dos cuerpos por una sola miel derrotados.


Beso a beso recorro tu pequeño infinito,


tus márgenes, tus ríos, tus pueblos diminutos,


y el fuego genital transformado en delicia c


orre por los delgados caminos de la sangre


hasta precipitarse como un clavel nocturno,


hasta ser y no ser sino un rayo en la sombra.


A noi venne Amore nei tempi andati - James JOYCE





A noi venne Amore nei tempi andati,



Che l'una al crepuscolo schiva sonava



E l'altro accanto stava pauroso...



Che Amore in principio è tutto tremore.






Fu grave amarsi.



Finito è l'amore, Le sue dolci ore non rare.



Salutiamo finalmente le strade



Per cui dovremo andare




James JOYCE

L'amor mio è vestita di luce - James JOYCE



L'amor mio è vestita di luce

In mezzo ai meli

Dove i lieti venti più bramano

Di correre insieme.


Là dove i venti lieti restano un poco

A corteggiare le giovani foglie,

L'amor mio va lentamente, china

Alla propria ombra sull'erba;


Là, dove il cielo è una coppa azzurrina

Rovescia sulla terra ridente,

Va l'amor mio luminoso, sostenendo

Con garbo la veste.


James JOYCE

domenica 18 marzo 2012

Mi batteva il cuore; svelto a cavallo! Johann Wolfgang GOETHE






Mi batteva il cuore; svelto, a cavallo!


E via! Con l'impeto dell'eroe in battaglia.


La sera cullava già la terra,e sui monti si posava la notte;


se ne stava vestita di nebbia la quercia,


gigantesca guardiana, là


dove la tenebre dai cespugli


con cento occhi neri guardava.




Da un cumulo di nubi la luna


sbucava assonnata tra le nebbie;


i venti agitavano le ali sommesse,


sibilavano orridi al mio orecchio;


la notte generava migliaia di mostri,


ma io mille volte più coraggio avevo;


il mio spirito era un fuoco ardente,


il mio cuore intero una brace.




Ti vidi, e una mite gioia


passò dal tuo dolce sguardo su di me;


fu tutto per te il mio cuore,


fu tuo ogni mio respiro.


Una rosea primavera


colorava l'adorabile volto,


e tenerezza per me, o numi,


m'attendevo, ma meriti non avevo.




L'addio, invece, mesto e penoso.


Dai tuoi occhi parlava il cuore;


nei tuoi baci quanto amore,


oh che delizia, e che dolore!




Partisti, e io restai, guardando a terra,


guardando te che andavi, con umido sguardo;


eppure, che gioia essere amati,


e amare, o numi, che gioia!






Johann Wolfgang GOETHE


I miei occhi e il cuore son venuti a patti - William SHAKESPEARE, Sonetto 47




I miei occhi e il cuore son venuti a patti

ed or ciascuno all'altro il suo ben riversa:

se i miei occhi son desiosi di uno sguardo,

o il cuore innamorato si distrugge di sospiri,

gli occhi allor festeggian l'effigie del mio amore

e al fantastico banchetto invitano il mio cuore;


un'altra volta gli occhi son ospiti del cuore

che a lor partecipa il suo pensier d'amore.


Così, per la tua immagine o per il mio amore,

anche se lontano sei sempre in me presente;

perchè non puoi andare oltre i miei pensieri

e sempre io son con loro ed essi son con te;

o se essi dormono, in me la tua visione

desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.


William SHAKESPEARE

venerdì 16 marzo 2012

Il poeta chiede al suo amore di scrivergli, El poeta pide a su amor que le escriba - Federico GARCIA LORCA



Amor delle mie viscere, viva morte,

invano aspetto tue parole scritte

e penso, con il fiore che appassisce,

che se vivo senza di me voglio perderti.


Il vento è immortale. La pietra inerte

non conosce l'ombra né la vita.

Cuore interiore non ha bisogno

del miele gelato che la luna versa.


Ma ti ho sopportato. Tagliai le mie vene,

tigre e colomba sulla mia cintura

in un duello di morsi e di gigli.


Calma, dunque, con parole la mia follia

o lasciami vivere nella mia serena

notte dell'anima ormai per sempre oscura.





Federico GARCIA LORCA





Amor de mis entrañas, viva muerte,


en vano espero tu palabra escrita


y pienso, con la flor que se marchita,


que si vivo sin mí quiero perderte.



El aire es inmortal. La piedra inerte


Ni conoce la sombra ni la evita.


Corazón interior no necesita


la miel helada que la luna vierte.



Pero yo te sufrí. Rasgué mis venas,


tigre y paloma, sobre tu cintura


en duelo de mordiscos y azucenas.



Llena, pues, de palabras mi locura


o déjame vivir en mi serena


noche del alma para siempre oscura.

mercoledì 14 marzo 2012

Poesia d'amore - Alfonso GATTO


Le grandi notti d' estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.

Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l' anima.

E baci perdutamente
sino a che l' arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio.

Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch' esisti è vero.
Da quanto t' ho cercata.

Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.

E il bacio che cerco è l' anima.


Alfonso GATTO

martedì 13 marzo 2012

Ella passa radiosa - George BYRON






Ella passa radiosa, come la notte
Di climi tersi e di cieli stellati;
Tutto il meglio del buio e del fulgore
S'incontra nel suo sguardo e nei suoi occhi
Così addolciti a quella luce tenera
Che allo sfarzo del giorno nega il cielo.

II.
Un'ombra in più, un raggio in meno, avrebbero
Guastato in parte la grazia senza nome
Che ondeggia sulla sua treccia corvina
O dolcemente la illumina in volto,
Dove pensieri limpidi e soavi
Pura svelano e preziosa la dimora.

III.
Su quella guancia, sopra quella fronte,
Così dolci, serene ma eloquenti,
I sorrisi avvincenti, i colori accesi
Parlano di giorni volti al bene,
Di un animo che qui con tutto è in pace,
Di un cuore che ama innocente!


George BYRON

domenica 11 marzo 2012

Canzone d'Amore - David Herbert LAWRENCE




Non respingermi se ti dico

Che scordo il suono della tua voce,

Che i tuoi occhi dimentico,

felici mentre indagano

Traverso il tempo per scorgere il nostro matrimonio.


Ma quando sbocciano i fiori del melo

Sotto la luna dalle dita pallide,

Sul mio petto vedo il tuo chiaro volto

E i miei obblighi cancello, fingendomi malato.


Allora sulla mia camera chiudo

Le imposte a nascondere il giardino, dove lieta

E' la luna per i fiori aperti, che la seducano

Con la loro bellezza, chiedendo d'esser ricambiati.


E a te levo le braccia dolenti

E il mio petto avido angosciato sollevo

E lacrimo davvero tormentandomi per te,

E alle porte del sonno mi slancio, per riposare.


Tutta l'ansiosa notte m'agito per te,

Sognando che sottomessa la tua bocca si porga alla mia,

Sento trasportarmi dal tuo petto vigoroso

In un sonno che nessun dubbio o sogno può insidiare.


David Herbert LAWRENCE