sabato 14 aprile 2012

Sul lago dorato - film di Mark Rydell del 1981 con Katharine Hepburn, Henry Fonda, Jane Fonda




Certe volte bisogna osservare

con molta attenzione una persona

per poter capire

che sta solo facendo del suo meglio,

e niente più.


Lui sta solo cercando la sua strada,

proprio come te.


da Sul lago dorato






Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Titolo originale: On Golden Pond

Paese: USA
Anno: 1981

Katharine Hepburn: Ethel Thayer

Henry Fonda: Norman Thayer Jr.

Jane Fonda: Chelsea Thayer Wayne



Sul lago dorato (On Golden Pond) è un film di Mark Rydell del 1981.

Trama

Norman Thayer, professore in pensione, si è ritirato con la moglie Ethel in un cottage sul lago. Chelsea, la figlia che non vedono da anni e con la quale i rapporti sono piuttosto tesi, lascia in custodia ai genitori il figlio del suo nuovo compagno per un mese, mentre lei va in vacanza in Europa con l'uomo che poi sposerà. Il nipote, nonostante le schermaglie iniziali, legherà un'affettuosa amicizia con lo scorbutico Norman, portando un miglioramento nei rapporti di tutta la famiglia.


Curiosità

Si tratta dell'ultimo film della lunga carriera di Henry Fonda, e l'unico in cui abbia vinto l'Oscar; è anche l'unico in cui ha recitato con la figlia Jane;
Katharine Hepburn diventò la prima attrice a vincere quattro Oscar;
la scena del bacio tra Katharine Hepburn e Henry Fonda è stata ripresa nell'episodio della ventunesima stagione de
I Simpson "Rubare la prima base", nel momento in cui Bart Simpson bacia una sua coetanea, Nikki. Il bacio è accompagnato da diverse scene di baci di film famosi.

Riconoscimenti

1982 - Premio Oscar
Miglior attore protagonista a Henry Fonda
Miglior attrice protagonista a Katharine Hepburn
Migliore sceneggiatura non originale a Ernest Thompson
Nomination
Miglior film a Bruce Gilbert
Nomination
Migliore regia a Mark Rydell
Nomination
Miglior attrice non protagonista a Jane Fonda
Nomination
Migliore fotografia a Billy Williams
Nomination
Miglior montaggio a Robert L. Wolfe
Nomination
Miglior sonoro a Richard Portman e David M. Ronne
Nomination
Miglior colonna sonora a Dave Grusin
1982 - Golden Globe
Miglior film drammatico
Miglior attore in un film drammatico a Henry Fonda
Migliore sceneggiatura a Ernest Thompson
Nomination
Migliore regia a Mark Rydell
Nomination
Miglior attrice in un film drammatico a Katherine Hepburn
Nomination
Miglior attrice non protagonista a Jane Fonda
1983 - Premio BAFTA
Miglior attrice protagonista a Katharine Hepburn
Nomination
Miglior film a Bruce Gilbert
Nomination
Migliore regia a Mark Rydell
Nomination
Miglior attore protagonista a Henry Fonda
Nomination
Miglior attrice non protagonista a Jane Fonda
Nomination
Migliore sceneggiatura non originale a Ernest Thompson
1981 - National Board of Review Award
Miglior attore protagonista a Henry Fonda

venerdì 13 aprile 2012

Primavera entrò nel mio corpo... - Rabindranath TAGORE



Primavera entrò nel mio corpo

con le sue foglie e i suoi fiori.

Le api ronzano intorno

per tutto il mattino, ed i venti

giocano pigri con le ombre.



Sgorga una dolce fontana

dal cuore del mio cuore.

I miei occhi sono umidi di gioia

come il mattino molle di rugiada,

e la vita freme nelle mie vene

come le corde sonore del liuto.


Vaghi solitaria sulla spiaggia

della mia vita, dove la marea sale,

o amante dei miei giorni senza fine?

I miei sogni ti volano intorno

come falene dalle ali screziate?

Sono tuoi i canti che eccheggiano

negli oscuri recessi del mio essere?



Chi, se non te, può udire il ronzio


dell'ore affollate, che oggi mi suona nelle vene?

I passi lieti che mi danzano in cuore,

il clamore della vita incessante

che batte l'ali nel mio petto?


Rabindranath TAGORE

La morte non è niente - Henry Scott HOLLAND



La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro
lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,
che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso
che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce,
non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra
o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima,
c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte,
proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.



Henry Scott HOLLAND

Non c'è dolore inutile - Vito MANCUSO da “Disputa su Dio e dintorni” Corrado AUGIAS Vito MANCUSO




Io, pochi giorni fa, ho dovuto preparare un intervento dal titolo “Il dolore inutile”, e il succo che ne ho tratto è che non c’è dolore inutile.
Nel passato, e presso alcuni ancora oggi, si vedeva nel dolore un mezzo necessario per la salvezza: il dolore necessario come espiazione richiesta da Dio per lavare il peccato.
Lei ha visto nei miei libri che rifiuto questa impostazione, come del resto ancor più quella quasi blasfema del dolore colpevole, cioè come castigo inflitto da Dio. Ma questo a mio avviso, non significa ritenere che il dolore sia inutile, senza senso. Io penso che dobbiamo pensare al mondo come a un processo in perpetua costruzione e alle sofferenze che in esso avvengono come un prezzo necessario per tale sua costruzione. L’evoluzione del mondo è possibile solo a prezzo della sofferenza, così come il lavoro è possibile solo a prezzo della fatica. E’ la legge intrinseca delle cose, che la maturità spirituale porta ad accettare. Non si tratta di fuggire dal mondo, ma di rimanervi, sapendo che esso ci ha generato e che esso ancora ci genera. Ogni istante lo fa, con l’aria che ci mantiene in vita.
Non ci sono dolori richiesti da Dio, meno che mai ci sono dolori mandati da Dio come castigo, neppure però ci sono dolori inutili. Chi soffre, diceva Teilhard de Chardin, sta sulla linea del fronte di questo processo che si chiama vita.
Lo so che possono sembrare parole retoriche, ma io penso che la ricchezza della nostra anima è tale che può giungere a dare un senso a tutte le cose, e che accettare la sofferenza in unione con la sofferenza di tutte le cose del mondo sia un gesto di grande importanza spirituale.
Ovviamente questo discorso non esclude che si combatta il dolore fisico in tutte le sue forme con gli antidolorifici e i farmaci oppiacei, la cui somministrazione va anzi favorita ed incoraggiata. Ma smettere di soffrire fisicamente significa cessare di soffrire anche a livello psichico e spirituale? Purtroppo sappiamo che non è così. C’è una dimensione della sofferenza che non sarà mai vinta dalla chimica, che non attiene al corpo ma attiene all’anima, e più l’anima sa, più soffre. La vittoria dell’uomo sulla sofferenza non sarà mai solo una questione farmacologica. Anche per questo a un certo punto, dopo molti anni, l’organismo e la psiche possono non farcela più, e ci si sente svuotati e si vuole farla finita. Per questo dicevo che non ci sono risposte preconfezionate. Ma fino a quando si può, penso che non bisogna fuggire dal posto in cui la vita ci ha messo.

Vito MANCUSO


da “Disputa su Dio e dintorni”

Corrado AUGIAS Vito MANCUSO

mercoledì 21 marzo 2012

L'incontro - Karen BLIXEN



Ah quando sei lontano


e nessuno più nomina il tuo nome


quando ovunque mi rechi


sento cupo e gelido un vuoto




comincio a credere che tu sia solo un sogno

nato dalle brame della mia mente

e a questo sogno ho dato vita e nome

e in ultimo il tuo aspetto



ma quando poi ti vedo

e posso sentire ancora le tue forti parole

e posarti ancora il capo sulla spalla

ascoltare ancora il suono della tua voce



allora so che il resto è solo notte

malvagi sogni che presto scorderò

so che tu mi porti nella luce

e che in te dimorano la vita e il giorno.



Karen BLIXEN

lunedì 19 marzo 2012

Due amanti felici, Cento sonetti d'amore, XLVIII,Dos amantes dichosos,Cien sonetos de amor, XLVIII - Pablo NERUDA




Due amanti felici fanno un solo pane,


una sola goccia di luna nell'erba,


lascian camminando due ombre che s'uniscono,


lasciano un solo sole vuoto in un letto.


Di tutte le verità scelsero il giorno:


non s'uccisero con fili, ma con un aroma


e non spezzarono la pace né le parole.


E' la felicità una torre trasparente.


L'aria, il vino vanno coi due amanti,


gli regala la notte i suoi petali felici,


hanno diritto a tutti i garofani.


Due amanti felici non hanno fine né morte,


nascono e muoiono più volte vivendo,


hanno l'eternità della natura.





Dos amantes dichosos hacen un solo pan,


una sola gota de luna en la hierba,


dejan andando dos sombras que se reúnen,


dejan un solo sol vacío en una cama.


De todas las verdades escogieron el día:


no se ataron con hilos sino con un aroma,


y no despedazaron la paz ni las palabras.


La dicha es una torre transparente.


El aire, el vino van con los dos amantes,


la noche les regala sus pétalos dichosos,


tienen derecho a todos los claveles.


Dos amantes dichosos no tienen fin ni muerte,


nacen y mueren muchas veces mientras viven,


tienen la eternidad de la naturaleza.





Pablo NERUDA

Donna Completa, Cento sonetti d'amore, XII, Dos amantes dichosos Cien sonetos de amor - Pablo NERUDA



Donna completa, mela carnale, luna calda,
denso aroma d'alghe, fango e luce pestati,
quale oscura chiarità s'apre tra le tue colonne?
Quale antica notte tocca l'uomo con i suoi sensi?
Ahi, amare è un viaggio con acqua e con stelle,
con aria soffocata e brusche tempeste di farina:
amare è un combattimento di lampi
e due corpi da un solo miele sconfitti.
Bacio a bacio percorro il tuo piccolo infinito,
i tuoi margini, i tuoi fiumi, i tuoi villaggi minuscoli,
e il fuoco genitale trasformato in delizia
corre per i sottili cammini del sangue
fino a precipitarsi come un garofano notturno,
fino a essere e non essere che un lampo nell'ombra.




Pablo NERUDA








Plena mujer, manzana carnal, luna caliente,


espeso aroma de algas, lodo y luz machacados,


qué oscura claridad se abre entre tus columnas?


Qué antigua noche el hombre toca con sus sentidos?


Ay, amar es un viaje con agua y con estrellas,


con aire ahogado y bruscas tempestades de harina:


amar es un combate de relámpagos


y dos cuerpos por una sola miel derrotados.


Beso a beso recorro tu pequeño infinito,


tus márgenes, tus ríos, tus pueblos diminutos,


y el fuego genital transformado en delicia c


orre por los delgados caminos de la sangre


hasta precipitarse como un clavel nocturno,


hasta ser y no ser sino un rayo en la sombra.


A noi venne Amore nei tempi andati - James JOYCE





A noi venne Amore nei tempi andati,



Che l'una al crepuscolo schiva sonava



E l'altro accanto stava pauroso...



Che Amore in principio è tutto tremore.






Fu grave amarsi.



Finito è l'amore, Le sue dolci ore non rare.



Salutiamo finalmente le strade



Per cui dovremo andare




James JOYCE

L'amor mio è vestita di luce - James JOYCE



L'amor mio è vestita di luce

In mezzo ai meli

Dove i lieti venti più bramano

Di correre insieme.


Là dove i venti lieti restano un poco

A corteggiare le giovani foglie,

L'amor mio va lentamente, china

Alla propria ombra sull'erba;


Là, dove il cielo è una coppa azzurrina

Rovescia sulla terra ridente,

Va l'amor mio luminoso, sostenendo

Con garbo la veste.


James JOYCE

domenica 18 marzo 2012

Mi batteva il cuore; svelto a cavallo! Johann Wolfgang GOETHE






Mi batteva il cuore; svelto, a cavallo!


E via! Con l'impeto dell'eroe in battaglia.


La sera cullava già la terra,e sui monti si posava la notte;


se ne stava vestita di nebbia la quercia,


gigantesca guardiana, là


dove la tenebre dai cespugli


con cento occhi neri guardava.




Da un cumulo di nubi la luna


sbucava assonnata tra le nebbie;


i venti agitavano le ali sommesse,


sibilavano orridi al mio orecchio;


la notte generava migliaia di mostri,


ma io mille volte più coraggio avevo;


il mio spirito era un fuoco ardente,


il mio cuore intero una brace.




Ti vidi, e una mite gioia


passò dal tuo dolce sguardo su di me;


fu tutto per te il mio cuore,


fu tuo ogni mio respiro.


Una rosea primavera


colorava l'adorabile volto,


e tenerezza per me, o numi,


m'attendevo, ma meriti non avevo.




L'addio, invece, mesto e penoso.


Dai tuoi occhi parlava il cuore;


nei tuoi baci quanto amore,


oh che delizia, e che dolore!




Partisti, e io restai, guardando a terra,


guardando te che andavi, con umido sguardo;


eppure, che gioia essere amati,


e amare, o numi, che gioia!






Johann Wolfgang GOETHE


I miei occhi e il cuore son venuti a patti - William SHAKESPEARE, Sonetto 47




I miei occhi e il cuore son venuti a patti

ed or ciascuno all'altro il suo ben riversa:

se i miei occhi son desiosi di uno sguardo,

o il cuore innamorato si distrugge di sospiri,

gli occhi allor festeggian l'effigie del mio amore

e al fantastico banchetto invitano il mio cuore;


un'altra volta gli occhi son ospiti del cuore

che a lor partecipa il suo pensier d'amore.


Così, per la tua immagine o per il mio amore,

anche se lontano sei sempre in me presente;

perchè non puoi andare oltre i miei pensieri

e sempre io son con loro ed essi son con te;

o se essi dormono, in me la tua visione

desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi.


William SHAKESPEARE

venerdì 16 marzo 2012

Il poeta chiede al suo amore di scrivergli, El poeta pide a su amor que le escriba - Federico GARCIA LORCA



Amor delle mie viscere, viva morte,

invano aspetto tue parole scritte

e penso, con il fiore che appassisce,

che se vivo senza di me voglio perderti.


Il vento è immortale. La pietra inerte

non conosce l'ombra né la vita.

Cuore interiore non ha bisogno

del miele gelato che la luna versa.


Ma ti ho sopportato. Tagliai le mie vene,

tigre e colomba sulla mia cintura

in un duello di morsi e di gigli.


Calma, dunque, con parole la mia follia

o lasciami vivere nella mia serena

notte dell'anima ormai per sempre oscura.





Federico GARCIA LORCA





Amor de mis entrañas, viva muerte,


en vano espero tu palabra escrita


y pienso, con la flor que se marchita,


que si vivo sin mí quiero perderte.



El aire es inmortal. La piedra inerte


Ni conoce la sombra ni la evita.


Corazón interior no necesita


la miel helada que la luna vierte.



Pero yo te sufrí. Rasgué mis venas,


tigre y paloma, sobre tu cintura


en duelo de mordiscos y azucenas.



Llena, pues, de palabras mi locura


o déjame vivir en mi serena


noche del alma para siempre oscura.

mercoledì 14 marzo 2012

Poesia d'amore - Alfonso GATTO


Le grandi notti d' estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.

Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l' anima.

E baci perdutamente
sino a che l' arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio.

Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch' esisti è vero.
Da quanto t' ho cercata.

Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.

E il bacio che cerco è l' anima.


Alfonso GATTO

martedì 13 marzo 2012

Ella passa radiosa - George BYRON






Ella passa radiosa, come la notte
Di climi tersi e di cieli stellati;
Tutto il meglio del buio e del fulgore
S'incontra nel suo sguardo e nei suoi occhi
Così addolciti a quella luce tenera
Che allo sfarzo del giorno nega il cielo.

II.
Un'ombra in più, un raggio in meno, avrebbero
Guastato in parte la grazia senza nome
Che ondeggia sulla sua treccia corvina
O dolcemente la illumina in volto,
Dove pensieri limpidi e soavi
Pura svelano e preziosa la dimora.

III.
Su quella guancia, sopra quella fronte,
Così dolci, serene ma eloquenti,
I sorrisi avvincenti, i colori accesi
Parlano di giorni volti al bene,
Di un animo che qui con tutto è in pace,
Di un cuore che ama innocente!


George BYRON

domenica 11 marzo 2012

Canzone d'Amore - David Herbert LAWRENCE




Non respingermi se ti dico

Che scordo il suono della tua voce,

Che i tuoi occhi dimentico,

felici mentre indagano

Traverso il tempo per scorgere il nostro matrimonio.


Ma quando sbocciano i fiori del melo

Sotto la luna dalle dita pallide,

Sul mio petto vedo il tuo chiaro volto

E i miei obblighi cancello, fingendomi malato.


Allora sulla mia camera chiudo

Le imposte a nascondere il giardino, dove lieta

E' la luna per i fiori aperti, che la seducano

Con la loro bellezza, chiedendo d'esser ricambiati.


E a te levo le braccia dolenti

E il mio petto avido angosciato sollevo

E lacrimo davvero tormentandomi per te,

E alle porte del sonno mi slancio, per riposare.


Tutta l'ansiosa notte m'agito per te,

Sognando che sottomessa la tua bocca si porga alla mia,

Sento trasportarmi dal tuo petto vigoroso

In un sonno che nessun dubbio o sogno può insidiare.


David Herbert LAWRENCE

mercoledì 29 febbraio 2012

Mi prometti, vita mia, che questo nostro amore - CATULLO, traduzione di Salvatore QUASIMODO





Mi prometti, vita mia,

che questo nostro amore
sarà eterno e felice.

O grandi dei,
fate che sia vero ciò che promette
e che lo dica dal profondo del cuore;
potremo così mantenere per tutta la vita
questo sacro giuramento d’amore senza fine.


CATULLO







sabato 25 febbraio 2012

Mattino di nozze - David Herbert LAWRENCE




Si spacca il mattino come una melagrana


Con rosse crepe lucide;


Ah, quando arriverà domani l'aurora, tardi,


Biancheggiando oltre il letto,


Vigile mi troverà ai cancelli del matrimonio,


Mentre aspetto che si diffonda la luce


Su di lui, che sazio dorme


Con la testa sprofondata, incosciente.


E quando l'alba s'insinuerà dentro


Cauta m'alzerò


per osservare la vittoria della luce


Sul primo dei miei giorni


Che lui mi mostra, addormentato nel sonno


In cui con me cadde, e il mio sguardo


Meno vago diverrà, e la sua faccia calda


Vedrò liberata dall'agitarsi della fiamma.


Saprò allora a quale immagine di Dio


E' fatto il mio uomo;


E vedrò il castigo o il premio


della mia vita nel dormiente;


Calcolerò allora lo stampo e il valore


Dell'uomo che come mio ho accettato,


Mi si rivelerà un aspetto del cielo o della terra


Nello splendore del metallo in cui è coniato.


Oh, sono ansiosa di vederlo


dormire totalmente in mio potere,


Saprò allora chi è che ho da tenermi...


Sono ansiosa di vedere


Questo amore mio, questa moneta che ruota, posarsi


Immobile al mio fianco e pronta


Per la mia stima: certo egli sarà


Ricchezza di vita per me.


E allora sarà mio, giacendo


a me rivelato,


Aperto ai miei occhi, chiaro


Dormirà,


Disteso negligentemente,


Affidando a me la sua realtà, e io


Guarderò l'alba illuminare


Il mio destino.


Guardando splendere la debole luce


Su quel sonno colmo di me,


Sulla sua fronte, ove i riccioli


Negligenti s'accoppiano e appiccicano,


Sulle sue labbra, ove il respiro leggero va e viene,


Inconsapevole, sulle sue membra assonnate finalmente stese,


Indifese,


Piangerò, lo so, oh se piangerò


Di gioia e di tormento.




David Herbert LAWRENCE

venerdì 24 febbraio 2012

Come ti amo? Elizabeth BARRETT BROWING





Come ti amo? - Come ti amo?



Lascia che ti annoveri i modi.






Ti amo fino agli estremi di profondità,



di altura e di estensione



che l’anima mia può raggiungere,



quando al di là del corporeo



tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.






Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane, alla luce del giorno e al lume di candela.






Ti amo liberamente,



come gli uomini che lottano per la Giustizia;






Ti amo con la stessa purezza



con cui essi rifuggono dalla lode;






Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze



e quella che fanciulla mettevo nella fede;






Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito coi miei santi perduti,






- ti amo col respiro, i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita!






- e, se Dio vuole,



ancor meglio t’amerò dopo la morte.






Elizabeth BARRETT BROWING

domenica 19 febbraio 2012

L'amore... - SAFFO






L’amore mi sconvolse
l’anima
come il vento dal monte
si getta sulle querce.




SAFFO

Simile a un Dio mi sembra quell'uomo - SAFFO



Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te,
e da vicino ti ascolta
mentre tu parli con dolcezza
e con incanto sorridi.
E questo fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo,
subito non posso più parlare:
la lingua si spezza:
un fuoco leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi
e le orecchie mi rombano:
un sudore freddo mi pervade:
un tremore tutta mi scuote:
sono più verde dell'erba;
e poco lontana mi sento dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...



SAFFO

Mia figlia - Umberto SABA


Io tenero germoglio,
che non amo
perché sulla mia pianta sei rifiorita,
ma perché sei tanto debole e
amore ti ha concesso a me;
o mia figliola,
tu non sei dei sogni miei la speranza;
e non più che per ogni altro germoglio
è il mio amore per te.

La mia vita mia cara bambina,
è l’erta solitaria,
l’erta chiusa dal muricciolo,
dove al tramonto solo siedo,
a celati miei pensieri in vista.
Se tu non vivi a quei pensieri in cima,
pur nel tuo mondo li fai divagare;
e mi piace da presso riguardare
la tua conquista.

Ti conquisti la casa a poco a poco,
e il cuore della tua selvaggia mamma.
Come la vedi,
di gioia s’infiammala tua guancia,
ed a lei corri dal gioco.
Ti accoglie in grembo
una sì bella e pia Mamma,
e ti gode.
E il suo vecchio amore oblia.


Umberto SABA

Immenso e rosso - Jacques PREVERT





Immenso e rosso


Sopra il Grand Palais





Il sole d'inverno viene


E se ne va





Come lui il mio cuore sparirà


E tutto il mio sangue


se ne andrà





Se ne andrà in cerca di te


Amore mio


Bellezza mia





E ti ritroverà





In qualunque posto tu stia.







Jacques PREVERT


sabato 18 febbraio 2012

Infinità d'amore - John DONNE



Se ancor non ho tutto l'amore tuo,

cara, giammai tutto l'avrò;

non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,

né posso implorare un'altra lacrima a che sgorghi;

ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti

- sospiri, lacrime, e voti e lettere - l'ho consumato.

Eppure non può essermi dovuto

più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;

se allora il tuo dono d'amore fu parziale,

si che parte a me toccasse, parte ad altri,

cara giammai tutta ti avrò


Ma se allora tu mi cedesti tutto,

quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;

ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà

generato amor nuovo, ad opera di altri,

che ancor possiedono intatte le lor sostanze,

e possono di lacrime,di sospiri, di voti, di lettere,

fare offerte maggiori,

codesto amore nuovo può produrre nuove ansie,

poiché codesto amore non fu da te impegnato.

Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale:

il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca,

cara, dovrebbe tutto spettare a me.


Tuttavia ancor non vorrei avere tutto;

chi tutto ha non può aver altro,

e dacché il mio amore ammette quotidianamente

nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;

tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore:

se puoi darlo, vuol dire che non l'hai mai dato.

Il paradosso d'amore consiste nel fatto che,

sebbene il tuo cuore si diparta,

tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.

Ma noi terremo un modo più liberale

di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo un solo essere,

e il Tutto l'un dell'altro.


John DONNE

Ognuno... - Giuseppe MAZZINI



Ognuno di noi

nasce in un'atmosfera d'idee e di credenze,

elaborata da tutta l'umanità anteriore,


Ognuno di noi porta,

senza pur saperlo,

un elemento più o meno importante

alla vita dell'umanità successiva.


Giuseppe MAZZINI



... Fantasia. - Thomas BROWNE




Dove non posso appagare la ragione,


mi piace di secondare la fantasia.



Thomas BROWNE



Voglio raggiungere... - Henry MATISSE






Voglio raggiungere


quello stato di condensazione


delle sensazioni


che costituisce un dipinto.



Henry MATISSE


Dentro la mia stanza - Emily DICKINSON

Eugenio BAROZZI - Scultore, Meda (MI) 29 Novembre 1912 - Milano 6 Aprile 1947






Io so bene


che dentro la mia stanza


c'è un amico invisibile,





non si rivela


con qualche movimento


nè parla


per darmi una conferma.




Non c'è bisogno che gli trovi un posto:


è una cortesia più conveniente


l'ospitale intuizione della sua compagnia.




La sola libertà

che sì concede


è di essere presente.





Ne io


ne lui


violiamo con un suono


l'integrità di questa mutua intesa.




No, non potrei mai stancarmi di lui:


sarebbe come un atomo che


ad un tratto


si annoiasse di stare sempre insieme


agli innumerevoli elementi dello spazio.






Ignoro se visiti anche altri,


se rimanga con loro,


oppure no.





Ma il mio istinto


lo sa riconoscere:


il suo nome è Immortalità.



Emily DICKINSON

venerdì 17 febbraio 2012

Ti amo non solo... - Ray CRAFT





Ti amo


non solo per quello che sei,


ma per quello che io divento


quando sto con te.



Ray CRAFT

E' buio... - Cesare PAVESE



E' buio

il mattino

che passa

senza la luce

dei tuoi occhi.


Cesare PAVESE

Non è per me l'amore... - Rabindranath TAGORE



Non per me

è l'amore

che non conosce misura,


ma come il vino spumeggiante,

che infranto il suo recipiente,

si sciuperebbe in un momento.


Concedimi

l'amore fresco e puro

come la tua pioggia,


che scende come una benedizione

sulla terra assettata

e riempie le domestiche giare di terra.


Concedimi

l'amore che penetri nel centro dell'essere,


si diffonda come linfa invisibile

per tutti i rami della vita,

facendo spuntare fiori e frutti.



Concedimi l'amore

che placa il cuore

con la pienezza della pace.



Rabindranath TAGORE





Spesso s'incontra.. - Jean DE LA FONTAINE



Spesso s'incontra il proprio destino

nella via che s'era intrapresa


per evitarlo.


Jean DE LA FONTAINE

I Sentimenti - Anonimo



C'era una volta un'isola sulla quale vivevano tutti i sentimenti...


la Gioia, la Pena, la Conoscenza e tutti gli altri compreso l'Amore.


Un giorno, fu annunciato che l'isola sarebbe stato presto sommersa,

così tutti i sentimenti prepararono presto le loro imbarcazioni e se ne andarono.


L'Amore fu l'unico che restò,

perchè voleva restare con l'isola fino a quando non sarebbe stata sommersa.


Quando l'Amore rischiò di restare sommerso anch'esso domando aiuto...


La Ricchezza passò con un magnifico battello.

L'Amore le domandò "Ricchezza, vuoi prendermi con te?"

La Ricchezza gli rispose "non posso,

il mio battello è pieno d'oro e argento e non c'è più posto per te.


Allora l'Amore domando alla Vanità che passava di là.

Vanità per favore, aiutami!

"Non posso aiutarti, Amore, sei tutto bagnato

potresti rovinare il mio battello." Gli rispose la Vanità.


La Tristezza era poco lontano, così l'Amore le domandò

"Tristezza prendimi con te"

"Oh Amore, sono così triste che preferisco continuare da sola..."


La gioia passava al seguito,

ma era talmente contenta

che non sentì nemmeno .... l'Amore chiamarla...!!!



Improvvisamente una voce parlò:

"Vieni Amore, io ti prendo con me".

Era un VECCHIO.


L'amore era così contento

che si dimenticò di chiedergli il suo nome!


Quando furono arrivati in un vecchio paese sulla terraferma...

IL VECCHIO,

se ne andò proseguendo il suo cammino.......


L'Amore domandò allora alla Conoscenza,

un altro VECCHIO,

qual'era il nome di colui che lo aveva aiutato.


Era il TEMPO, rispose la Conoscenza.


"Il Tempo?

Ma perchè il tempo mi ha aiutato?"

domandò l'amore.


Non c'è che il tempo

che può comprendere

quanto grande è l'Amore

rispose la Conoscenza.


Bisogna avere.... il tempo....

per realizzare ......

ciò che è il vero Amore.



(Anonimo)

giovedì 16 febbraio 2012

La virtù - VIRGILIO



La virtù

è ancora più gradita

se splende in un bel corpo.


VIRGILIO

Si resta giovani se... - Franz KAFKA





La giovinezza



è felice perchè



ha la capacità di vedere la bellezza.



Chiunque



sia in grado



di mantenere la capacità di vedere la bellezza



non diventerà mai vecchio.






Franz KAFKA