sabato 24 aprile 2010

Se mi ami non piangere! - Padre G. Perico - Sant'Agostino


























Se mi ami non piangere!

Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto.Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.
Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami
!

Padre G. Perico – Sant’Agostino

lunedì 12 aprile 2010

INVICTUS - Non vinto, William Hernest HENLEY

Ritratto di Nelson Mandela di Hans GEDDA




Out of the night that covers me,

Black as the pit from pole to pole,

I thank whatever gods may be

For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance

I have not winced nor cried aloud.

Under the bludgeonings of chance

My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears


Looms but the Horror of the shade,


And yet the menace of the years

Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,

How charged with punishments the scroll,


I am the master of my fate:

I am the captain of my soul.









Francois Pienaar: "Stavo pensando a come
un uomo possa vivere per trent'anni in una cella tanto piccola ed uscirne capace di perdonare chi ce l'ha messo".









Dal profondo della notte che mi avvolge,

buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,

ringrazio gli dei chiunque essi siano

per l'indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze

non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.

Sotto i colpi d'ascia della sorte

il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime

incombe solo l'Orrore delle ombre,

eppure la minaccia degli anni

mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,

quanto piena di castighi la vita.

Io sono il padrone del mio destino:

io sono il capitano della mia anima.



Invictus è una poesia scritta dal poeta inglese William Ernest Henley (1849-1903). Il titolo proviene dal latino e significa "invitto", ossia "mai sconfitto Fu composta nel 1875 e pubblicata per la prima volta nel 1888[2] (da WIKIPEDIA)".[1]


P.S.
Che Dio ci dia veramente "la forza" di essere artefici, per quanto ci consente,
del nostro destino e capitani della nostra anima
che nella morsa di circostanze avverse
e sotto i colpi di ascia di una sorte, talvolta funesta,
ci dia forza e tenacia per lottare e non tirarci indietro!
Iris


domenica 11 aprile 2010

Due amanti felici - Pablo NERUDA




Due amanti felici


Due amanti felici fanno un solo pane,

una sola goccia di luna nell'erba,

lascian camminando due ombre che s'uniscono,

lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:

non s'uccisero con fili, ma con un aroma

e non spezzarono la pace né le parole.

E' la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,

gli regala la notte i suoi petali felici,

hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,

nascono e muoiono più volte vivendo,

hanno l'eternità della natura.


Pablo NERUDA

Impara a trasformare i tuoi veleni in miele - Quell'oscuro intervallo è l'amore, OSHO



Il secondo passo verso l'amore, verso la melodia divina, è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele.
Perchè parecchi amano, ma il loro amore è contaminato da veleni: odio, gelosia, ira, possessività.
Mille veleni inquinano il tuo amore.
L'amore è una cosa delicata.
Pensa all'ira, all'odio, alla possessività, alla gelosia... come può sopravvivere l'amore?
Prima ci sono quelli che vivono nella testa e dimenticano il cuore. Sono la maggioranza.
Poi c'è una minoranza che ancora vive un pò nel cuore; ma questa minoranza cade in un altro errore: la fiammella dell'amore è circondata dalla gelosia, dall'odio, dall'ira, da mille veleni.
E l'intero viaggio diviene amaro.
Vi ho detto che l'amore è la scala che congiunge il cielo e l'inferno.
Ma una scala può essere percorsa in due sensi: si può salire e si può scendere.
In presenza di veleni, la scala dell'amore conduce verso il basso: ti condurrà all'inferno, e non in cielo. E invece di diventare una melodia, la tua vita diventerà un frastuono nauseante, piena di conflitti; diventerà un frastuono di traffico, una folla di rumori, un frastuono da impazzire, privo di armonia. Ti troverai sull'orlo della pazzia.
Perciò la seconda cosa da ricordare è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele.
Come si fa?
C'è un procedimento semplicissimo.
Perfino parlare di trasformazione non è esatto, perchè non occorre che tu faccia nulla, la sola cosa che serve è la pazienza.
Questo è uno dei massimi segreti che ti insegno: provalo.
Quando l'ira si accende in te, non fare nulla.
Semplicemente siedi in silenzio e osservala.
Non avversarla, non alimentarla. non cooperare, non reprimere.
Osservala soltanto, abbi pazienza, sta' a vedere cosa succede.
Lasciala crescere.
Ricorda solo una cosa: non fare nulla nel momento dell'ira, aspetta!
Lasciale solo un pò di tempo, aspetta e ti stupirai.
Vedrai che, se sai aspettare abbastanza, l'ira diviene compassione.
E' come una ruota che giri per conto suo. Sei tu che hai fretta.
Se sai aspettare un pò, proprio come la notte si muta nel giorno, così l'ira si muta nella compassione.
Sono la stessa energia.
Perchè la trasformazione avvenga basta metterci solo la pazienza, nient'altro.
Prova. Ricorda: non fare niente nel momento in cui sei nello stato d'animo in cui il veleno ha il sopravvento.
Aspetta. Quando il veleno ha incominciato a trasformarsi nel suo opposto...
E' una delle leggi fondamentali della vita che ogni cosa continuamente si trasformi nel suo opposto.
L'uomo si trasforma nella donna, la donna si trasforma nell'uomo, ci sono in te cambiamenti periodici.
Il buono diviene cattivo, il cattivo diviene buono, il santo ha momenti da peccatore, il peccatore ha momenti di santità.
Basta solo aspettare. Agisci quando il santo ha il sopravvento: questo è tutto.
Non agire quando il peccatore ha il sopravvento.
Non agire quando l'ira ha il sopravvento, altrimenti te ne pentirai.
E creerai una reazione a catena, incorrerai nella legge del karma: questo è ciò che significa incorrere nella legge del karma.
Fai qualcosa in un momento di negatività e ti troverai imprigionato in una reazione a catena senza fine.
Quando sei in uno stato d'animo negativo e fai qualcosa, l'altro che è di fronte a te diviene negativo; a sua volta è portato a fare qualcosa, e la negatività crea altra negatività, la negatività provoca altra negatività, l'ira causa altra ira, l'ostilità causa altra ostilità, e le cose vanno avanti e vanno avanti e vanno avanti...
Gli esseri umani sono rimasti impegolati in questo garbuglio per vite intere, e vanno avanti...
Aspetta! Quando sei sopraffatto dall'ira è il momento di meditare. Non sprecare questo momento! L'ra crea molta energia in te.
Questa energia può distruggere.
Ma l'energia è neutrale: la stessa energia che può distruggere, può inondare di vita.
Aspetta soltanto. Aspetta senza fare nulla di affrettato, un giorno ti stupirai del cambiamento interiore.
Eri pieno d'ira; e l'ira è cresciuta, è cresciuta, è arrivata al culmine; e poi la ruota è girata, e hai visto la ruota girare, e l'ira si è sciolta, l'energia dell'ira si è liberata, e ora sei in uno stato d'animo positivo, in uno stato d'animo creativo.
Ora puoi agire! Ora agisci! Aspetta sempre il positivo.
E non ti sto suggerendo la repressione.
Non dico: reprimi il negativo. Dico: guarda il negativo.
Ricorda la differenza tra le due cose: esiste una differenza enorme.
Non dico: ingoia il negativo, sieditici sopra, dimenticalo, opponiti al negativo.
No, non sto dicendo questo.
Non sto dicendo: quando sei arrabbiato, sorridi. Quel sorriso è falso, brutto, artificiale.
Non sorridere quando sei arrabbiato.
Chiuditi nella tua stanza: Mettiti di fronte ad uno specchio e guarda la tua faccia adirata.
Non c'è bisogno di mostrarla a nessun altro: è una cosa tua, è la tua energia, è la tua vita.
E devi saper aspettare il momento giusto.
Continua a guardarti nello specchio, guarda la tua faccia paonazza, gli occhi iniettati di sangue, guarda l'omicida in te.
Hai mai pensato che ciascuno si porta dentro un omicida?
Anche tu ti porti dentro un omicida. Non pensare che l'omicida esista solo da qualche parte fuori di te, che l'omicida sia qualcun'altro, che sia uno che commette un omicidio.
Hai in te l'istinto omicida.
Guardati allo specchio.
Questi sono i tuoi aspetti interiori, devi fare la loro conoscenza.
E' parte della crescita verso la conoscenza di sè.
Dai tempi di Socrate ai giorni nostri hai sentito ripetere: "Conosci te stesso".
Questo è il modo di conoscere te stesso.
Conoscere se stessi non significa sedere in silenzio, ripetendo internamente io sono il Brahma (l'Essere, il tutto, Dio), io sono l'anima, io sono Dio, io sono questo o quest'altro, tutte sciocchezze.
Conoscere se stessi significa conoscere tutti i propri aspetti, tutte le proprie potenzialità: l'assassino, il peccatore, il criminale, il santo, la virtù, il dio, il diavolo; conoscere tutti gli aspetti, l'intera gamma delle possibilità.
Conoscendola scoprirai dei segreti, delle chiavi. Vedrai che l'ira non può durare per sempre.
Non hai mai fatto la prova? Prova!
Se, quando sei sopraffatto dall'ira, non fai nulla, cosa succede?
Forse che l'ira può restare in te per sempre? Nulla resta per sempre.
La felicità viene e se ne va, l'infelicità viene e se ne va.
Non vedi che è semplicemente la legge delle cose, che ogni cosa muti? Non vi è nulla di permanente.
E allora perchè aver fretta? Così come è venuta, l'ira se ne andrà.
Aspetta, abbi un pò di pazienza.
Limitati a guardare allo specchio e ad aspettare.
Lascia che l'ira ti riempia, lascia che stravolga la tua faccia in una smorfia omicida, ma aspetta.
Guarda. Non reprimere e non agire.
Non agire, e presto vedrai la tua faccia ammorbidirsi, gli occhi farsi più dolci, l'energia cambiare, il maschile mutarsi nel femminile.
E presto di sentirai pieno di luce: la stessa vampata di rossore che era l'ira ora è divenuta una sorte di luminosità di grande bellezza, che aleggia sul tuo volto, nei tuoi occhi.
Ora esci. E' il momento di agire.
Agisci quando sei in uno stato di positività.
Ma non cercare si sollecitare la positività: lascia che si sviluppi da sè.
Questo è ciò che intendo con: impara a trasformare i tuoi veleni in miele.

Quell'oscuro intervallo è l'amore, OSHO

venerdì 9 aprile 2010

Vederla è un dipinto - Emily DICKINSON



Vederla è un dipinto


Vederla è un dipinto

sentirla è una musica

conoscerla un'intemperanza

innocente come giugno

non conoscerla una tristezza

averla come amica un calore

vicino come se il sole

ti brillasse nella mano.


Emily Dichinson