EvaKant63

sabato 14 aprile 2012

Sul lago dorato - film di Mark Rydell del 1981 con Katharine Hepburn, Henry Fonda, Jane Fonda




Certe volte bisogna osservare

con molta attenzione una persona

per poter capire

che sta solo facendo del suo meglio,

e niente più.


Lui sta solo cercando la sua strada,

proprio come te.


da Sul lago dorato






Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Titolo originale: On Golden Pond

Paese: USA
Anno: 1981

Katharine Hepburn: Ethel Thayer

Henry Fonda: Norman Thayer Jr.

Jane Fonda: Chelsea Thayer Wayne



Sul lago dorato (On Golden Pond) è un film di Mark Rydell del 1981.

Trama

Norman Thayer, professore in pensione, si è ritirato con la moglie Ethel in un cottage sul lago. Chelsea, la figlia che non vedono da anni e con la quale i rapporti sono piuttosto tesi, lascia in custodia ai genitori il figlio del suo nuovo compagno per un mese, mentre lei va in vacanza in Europa con l'uomo che poi sposerà. Il nipote, nonostante le schermaglie iniziali, legherà un'affettuosa amicizia con lo scorbutico Norman, portando un miglioramento nei rapporti di tutta la famiglia.


Curiosità

Si tratta dell'ultimo film della lunga carriera di Henry Fonda, e l'unico in cui abbia vinto l'Oscar; è anche l'unico in cui ha recitato con la figlia Jane;
Katharine Hepburn diventò la prima attrice a vincere quattro Oscar;
la scena del bacio tra Katharine Hepburn e Henry Fonda è stata ripresa nell'episodio della ventunesima stagione de
I Simpson "Rubare la prima base", nel momento in cui Bart Simpson bacia una sua coetanea, Nikki. Il bacio è accompagnato da diverse scene di baci di film famosi.

Riconoscimenti

1982 - Premio Oscar
Miglior attore protagonista a Henry Fonda
Miglior attrice protagonista a Katharine Hepburn
Migliore sceneggiatura non originale a Ernest Thompson
Nomination
Miglior film a Bruce Gilbert
Nomination
Migliore regia a Mark Rydell
Nomination
Miglior attrice non protagonista a Jane Fonda
Nomination
Migliore fotografia a Billy Williams
Nomination
Miglior montaggio a Robert L. Wolfe
Nomination
Miglior sonoro a Richard Portman e David M. Ronne
Nomination
Miglior colonna sonora a Dave Grusin
1982 - Golden Globe
Miglior film drammatico
Miglior attore in un film drammatico a Henry Fonda
Migliore sceneggiatura a Ernest Thompson
Nomination
Migliore regia a Mark Rydell
Nomination
Miglior attrice in un film drammatico a Katherine Hepburn
Nomination
Miglior attrice non protagonista a Jane Fonda
1983 - Premio BAFTA
Miglior attrice protagonista a Katharine Hepburn
Nomination
Miglior film a Bruce Gilbert
Nomination
Migliore regia a Mark Rydell
Nomination
Miglior attore protagonista a Henry Fonda
Nomination
Miglior attrice non protagonista a Jane Fonda
Nomination
Migliore sceneggiatura non originale a Ernest Thompson
1981 - National Board of Review Award
Miglior attore protagonista a Henry Fonda

venerdì 13 aprile 2012

Primavera entrò nel mio corpo... - Rabindranath TAGORE



Primavera entrò nel mio corpo

con le sue foglie e i suoi fiori.

Le api ronzano intorno

per tutto il mattino, ed i venti

giocano pigri con le ombre.



Sgorga una dolce fontana

dal cuore del mio cuore.

I miei occhi sono umidi di gioia

come il mattino molle di rugiada,

e la vita freme nelle mie vene

come le corde sonore del liuto.


Vaghi solitaria sulla spiaggia

della mia vita, dove la marea sale,

o amante dei miei giorni senza fine?

I miei sogni ti volano intorno

come falene dalle ali screziate?

Sono tuoi i canti che eccheggiano

negli oscuri recessi del mio essere?



Chi, se non te, può udire il ronzio


dell'ore affollate, che oggi mi suona nelle vene?

I passi lieti che mi danzano in cuore,

il clamore della vita incessante

che batte l'ali nel mio petto?


Rabindranath TAGORE

La morte non è niente - Henry Scott HOLLAND



La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro
lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,
che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso
che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce,
non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra
o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima,
c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte,
proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.



Henry Scott HOLLAND

Non c'è dolore inutile - Vito MANCUSO da “Disputa su Dio e dintorni” Corrado AUGIAS Vito MANCUSO




Io, pochi giorni fa, ho dovuto preparare un intervento dal titolo “Il dolore inutile”, e il succo che ne ho tratto è che non c’è dolore inutile.
Nel passato, e presso alcuni ancora oggi, si vedeva nel dolore un mezzo necessario per la salvezza: il dolore necessario come espiazione richiesta da Dio per lavare il peccato.
Lei ha visto nei miei libri che rifiuto questa impostazione, come del resto ancor più quella quasi blasfema del dolore colpevole, cioè come castigo inflitto da Dio. Ma questo a mio avviso, non significa ritenere che il dolore sia inutile, senza senso. Io penso che dobbiamo pensare al mondo come a un processo in perpetua costruzione e alle sofferenze che in esso avvengono come un prezzo necessario per tale sua costruzione. L’evoluzione del mondo è possibile solo a prezzo della sofferenza, così come il lavoro è possibile solo a prezzo della fatica. E’ la legge intrinseca delle cose, che la maturità spirituale porta ad accettare. Non si tratta di fuggire dal mondo, ma di rimanervi, sapendo che esso ci ha generato e che esso ancora ci genera. Ogni istante lo fa, con l’aria che ci mantiene in vita.
Non ci sono dolori richiesti da Dio, meno che mai ci sono dolori mandati da Dio come castigo, neppure però ci sono dolori inutili. Chi soffre, diceva Teilhard de Chardin, sta sulla linea del fronte di questo processo che si chiama vita.
Lo so che possono sembrare parole retoriche, ma io penso che la ricchezza della nostra anima è tale che può giungere a dare un senso a tutte le cose, e che accettare la sofferenza in unione con la sofferenza di tutte le cose del mondo sia un gesto di grande importanza spirituale.
Ovviamente questo discorso non esclude che si combatta il dolore fisico in tutte le sue forme con gli antidolorifici e i farmaci oppiacei, la cui somministrazione va anzi favorita ed incoraggiata. Ma smettere di soffrire fisicamente significa cessare di soffrire anche a livello psichico e spirituale? Purtroppo sappiamo che non è così. C’è una dimensione della sofferenza che non sarà mai vinta dalla chimica, che non attiene al corpo ma attiene all’anima, e più l’anima sa, più soffre. La vittoria dell’uomo sulla sofferenza non sarà mai solo una questione farmacologica. Anche per questo a un certo punto, dopo molti anni, l’organismo e la psiche possono non farcela più, e ci si sente svuotati e si vuole farla finita. Per questo dicevo che non ci sono risposte preconfezionate. Ma fino a quando si può, penso che non bisogna fuggire dal posto in cui la vita ci ha messo.

Vito MANCUSO


da “Disputa su Dio e dintorni”

Corrado AUGIAS Vito MANCUSO

mercoledì 21 marzo 2012

L'incontro - Karen BLIXEN



Ah quando sei lontano


e nessuno più nomina il tuo nome


quando ovunque mi rechi


sento cupo e gelido un vuoto




comincio a credere che tu sia solo un sogno

nato dalle brame della mia mente

e a questo sogno ho dato vita e nome

e in ultimo il tuo aspetto



ma quando poi ti vedo

e posso sentire ancora le tue forti parole

e posarti ancora il capo sulla spalla

ascoltare ancora il suono della tua voce



allora so che il resto è solo notte

malvagi sogni che presto scorderò

so che tu mi porti nella luce

e che in te dimorano la vita e il giorno.



Karen BLIXEN

lunedì 19 marzo 2012

Due amanti felici, Cento sonetti d'amore, XLVIII,Dos amantes dichosos,Cien sonetos de amor, XLVIII - Pablo NERUDA




Due amanti felici fanno un solo pane,


una sola goccia di luna nell'erba,


lascian camminando due ombre che s'uniscono,


lasciano un solo sole vuoto in un letto.


Di tutte le verità scelsero il giorno:


non s'uccisero con fili, ma con un aroma


e non spezzarono la pace né le parole.


E' la felicità una torre trasparente.


L'aria, il vino vanno coi due amanti,


gli regala la notte i suoi petali felici,


hanno diritto a tutti i garofani.


Due amanti felici non hanno fine né morte,


nascono e muoiono più volte vivendo,


hanno l'eternità della natura.





Dos amantes dichosos hacen un solo pan,


una sola gota de luna en la hierba,


dejan andando dos sombras que se reúnen,


dejan un solo sol vacío en una cama.


De todas las verdades escogieron el día:


no se ataron con hilos sino con un aroma,


y no despedazaron la paz ni las palabras.


La dicha es una torre transparente.


El aire, el vino van con los dos amantes,


la noche les regala sus pétalos dichosos,


tienen derecho a todos los claveles.


Dos amantes dichosos no tienen fin ni muerte,


nacen y mueren muchas veces mientras viven,


tienen la eternidad de la naturaleza.





Pablo NERUDA